La nostra storia

La  nostra storia potrebbe cominciare con la classica espressione retorica “………..a volte i sogni diventano realtà ……….” ma non sarebbe corretto perché, piuttosto che i sogni, a volte ………………….” le insonnie diventano realtà “!!!!

Eh si, proprio così  perchè United Colours of Futsal nasce per effetto di una lettera scritta dal nostro promotore, Dott. Enzo Imperatore, nel cuore di una notte del giugno 2009 e indirizzata al top management del Gruppo Unicredit e precisamente al Dott. Alessandro Cataldo, la cui manifesta sensibilità ai temi caritatevoli è stata determinante per la realizzazione del progetto.

Ma,  a questo punto, è forse necessario fare un passo indietro, un flash back per comprendere le ragioni di questa ……………. notturna elaborazione epistolare!!!!

E allora partiamo dal marzo  2006 quando, in “mister” Imperatore, nacque l’idea di assemblare un gruppo di colleghi relativamente giovane  per meglio rappresentare all’annuale Meeting aziendale di calcio a 5 organizzato dal Gruppo Unicredit la nostra terra e soprattutto  i nostri valori ispirati a principi di sana, corretta e leale competitività sportiva.

Da quel momento, sistematicamente ogni anno, per organizzare la partecipazione all’evento,  si viveva  per circa 4 mesi  una intensa ed entusiasmante esperienza di gruppo che ha permesso di sviluppare, oltre a consolidati rapporti di amicizia, un profondo sentimento di identificazione con i valori  di  rispetto, educazione e cooperazione, suggellato, nel 2009,  con l’assegnazione del premio “Fair Play”  alla nostra rappresentativa .

Ebbene,  proprio nel corso della preparazione per il torneo del 2009, cercavamo degli sparring partners contro cui sostenere qualche partita amichevole e il nostro amico fisioterapista Humberto Rembrandt  Hizo Fernandez , altro “ideologo” del progetto , ci fece interfacciare e  conoscere un gruppo di ragazzi extracomunitari facenti capo prevalentemente all’associazione cattolica “ Il Signore dei miracoli” che accoglie, presso la chiesa di Santa Maria Ognibene in Napoli,  una comunità di circa 500 persone provenienti da tutto il mondo .

In tali circostanze, aldilà delle evidenti qualità tecniche ed atletiche dei ragazzi, ci rendemmo conto di riscontrare la gioia e la felicità che procuravamo agli amici extracomunitari attraverso dei semplici momenti di integrazione collettiva con i nostri colleghi e relativi familiari.

E tutto ciò ci fece molto riflettere sulla opportunità di continuare in questa attività di solidarietà e di contributo umanitario attraverso la nostra comune passione sportiva.

E così iniziammo a sognare lavorando a  un progetto che avrebbe potuto prevedere  la partecipazione di una squadra multietnica al campionato federale di serie D di calcio a 5 .

Sognavamo …….. pensando ad una squadra chiamata United Colours of Futsal che  avrebbe potuto presentare  sui campi regionali  un melting pot di razze e di etnie i cui diversi colori della pelle fossero stati cromaticamente “unificati” da una maglia con i colori sociali del Gruppo Unicredit (rosso).

Sognavamo…….. pensando che attraverso lo sport avremmo potuto regalare ai ragazzi  inseriti in contesti ambientali “difficili “e ai giovani extracomunitari nonché alle loro comunità  di riferimento semplici momenti di felicità e di serenità contribuendo al loro sano processo di integrazione.

Sognavamo……. pensando ad una squadra che avrebbe dovuto evidenziare su tutti i campi, a livello federale, sani ideali di tolleranza , di stima e di rispetto e che sarebbe stata da esempio per lo sviluppo di analoghi progetti orientati a potenziare , attraverso la sensibilizzazione della società civile, la consapevolezza e l’informazione sul fenomeno delle migrazioni e del ridimensionamento del disagio sociale presente sul nostro territorio.

E sognando sognando …………….. ci svegliammo  e  la già citata  lettera  “notturna”  raccolse il consenso e il sostegno finanziario di Unicredit Foundation, la fondazione non profit del Gruppo Unicredit.

Nacque così, il 1° settembre 2009, l’Associazione Sportiva United Colours of Futsal, iniziativa di solidarietà regolamentata da uno statuto autonomo  con una specifica ed inderogabile Mission

Ma in cosa si è tradotta poi la nostra Mission fino a questo momento (1° agosto 2010 data di nascita del nostro sito)?

A ) Dal punto di vista sportivo :

-  Nel corso della stagione agonistica 2009/2010, al primo anno di esperienza nel campionato federale di serie D di calcio a 5, abbiamo raggiunto un onorevole 7° posto totalizzando 41 punti complessivi, a sole 2 lunghezze “effettive” dalla zona play off ma soprattutto, così come prefissatoci, abbiamo messo in evidenza quei valori di sana competitività, di lealtà sportiva e di rispetto delle regole che ci hanno “caratterizzato”  in un contesto che ci ha accolto sostanzialmente con rispetto e simpatia.

-  Il nostro campo da gioco casalingo, situato presso il Centro Dream Soccer di Napoli – S.Pietro a Patierno, è lo Stadio della Solidarietà”, allestito con striscioni riportanti frasi e citazioni antirazziste, affinché gli ideali della integrazione e della tolleranza siano sempre “ricordati” a tutti i presenti.

-  Al termine delle partite casalinghe, quando l’agonismo che, di solito,  divide deve scomparire, abbiamo sistematicamente promosso, così come avviene in altri sport, il “terzo tempo”, un semplice momento conviviale che coinvolge le comunità  delle due squadre che in tal modo si conoscono e si confrontano sui valori dello sport e della solidarietà.

-  Prima dell’inizio delle partite in campo avversario abbiamo sistematicamente promosso, così come accade in altri sport, il “tempo zero”, durante il quale presentiamo alla squadra avversaria, con la consegna di un nostro gagliardetto e di un gadget, il “manifesto “ della nostra iniziativa, allo scopo di potenziare la consapevolezza e l’informazione sul fenomeno delle migrazioni.

Tali iniziative hanno sicuramente costituito, così come lo sport dovrebbe sempre insegnare, occasioni ideali per stringere contatti con altre persone e superare reciproche resistenze e diffidenze ma soprattutto hanno rappresentato una reale novità nel movimento del calcio a 5, ed è  nostra grande soddisfazione rilevare come altre società  abbiano iniziato a seguire il nostro esempio e soprattutto si siano via via rese disponibili a confrontarsi con noi sui temi dei valori più genuini dello sport, invitandoci a manifestazioni che hanno rappresentato momenti di integrazione e di aggregazione dei più “deboli e sfortunati” per favorire e sviluppare sentimenti di tolleranza e uguaglianza.

Massima espressione di tale coinvolgimento è stato il recente gemellaggio sancito con il Napoli Vesevo (oggi Napoli Calcio a 5 ), unica compagine campana presente nel massimo campionato di calcio a 5

B) Dal punto di vista sociale crediamo di poter orgogliosamente affermare di aver registrato un grandissimo successo. E ne siamo orgogliosi perchè ormai rappresentiamo, per questi ragazzi e le loro comunità, dei costanti punti di riferimento per la loro integrazione nel nostro Paese.

Oltre al comune obiettivo sportivo che permette infatti, almeno 3 giorni alla settimana (allenamenti, partite, riunioni tecniche), di lavorare insieme  e di superare sfide comuni trasformando il gioco in uno spazio nel quale  le diversità non vengono considerate un ostacolo ma  un arricchimento, abbiamo realizzato, grazie anche alla sensibilità e collaborazione di tanti colleghi e amici/professionisti, diverse iniziative  “extra campo” portando assistenza e conforto in momenti di difficoltà vissuti dai ragazzi.

In particolare siamo riusciti a :

- consentire a un ragazzo ivoriano di 26 anni di poter raggiungere nel proprio paese di origine il papà che versava in gravi condizioni cliniche e assisterlo per le necessarie cure;

- consentire a un ragazzo peruviano di poter raggiungere il proprio paese di origine e ricongiungere sotto una unica tutela i figli che vivevano separati;

- consentire a Carlos Sulca, peruviano, di regolarizzare il proprio permesso di soggiorno avvalendoci della legge sulla emersione di lavoro irregolare;

- assistere legalmente Mamadou Diallo Cello, originario della Guinea, per la richiesta di asilo politico e relativa regolarizzazione del permesso di soggiorno;

- organizzare, alla vigilia del Santo Natale, una festa multietnica con piatti tipici dei vari paesi di origine;

- organizzare, al termine del campionato, una festa di “ringraziamento” con balli e danze tipici del Sud America;

- premiare i vincitori della particolare “ classifica disciplina “ interna, Mamadou Diallo Cello (Guinea ) e Antonio Oliveira (Brasile), ospitandoli come “ambasciatori” del progetto all’annuale Meeting Internazionale di Calcio a 5, organizzato nel maggio 2010 dal Gruppo Unicredit .

Ma soprattutto costante è stato l’impegno di noi tutti nel “farli sentire” in una “famiglia” e le testimonianze dirette ci confermano che il progetto non poteva non  avere continuità.

E in tale ottica, oltre alla consueta attività sportiva come fattore di coinvolgimento e inclusione sociale dei giovani, abbiamo pensato per la stagione 2010/2011 di affiancare anche iniziative fondamentali per una effettiva integrazione e un reale sostegno alle famiglie migranti nel paese di approdo ed in tal senso è nostro obiettivo:

- Consapevoli che la conoscenza della lingua del paese di arrivo non rappresenti soltanto un mezzo attraverso il quale aver accesso a servizi e diritti  ma abbia anche delle ricadute importanti sul processo generale di coesione sociale, organizzare  un corso basico di L2 lingua Italiana per cittadini stranieri

- Organizzare un corso di informatica di base per consentire l’apprendimento delle conoscenze pratiche  necessarie per  l’utilizzo del pc

- consapevoli  che non c’è integrazione senza conoscenza delle leggi dello Stato in cui si vive e che  per cominciare questo percorso bisogna partire dalla legge fondamentale dello Stato, la Costituzione, organizzare un corso basico di “orientamento legislativo “ per cittadini stranieri residenti in Italia

- realizzare il PROGETTO CRESCITA che si pone l’obiettivo di allargare la base associazionistica e organizzare  iniziative di fund-raising per il reperimento delle fonti necessarie a finanziare i nostri “sogni”

- promuovere  il nostro sito web www.unicof.it attraverso il quale:

a) i cittadini extracomunitari possano meglio fornire ai parenti, amici e comunque alle comunità ancora residenti nei paesi di origine, una testimonianza di come la nostra Associazione interpreti in concreto la sua responsabilità di cittadinanza globale;

b) tutte le persone interessate possano informarsi, partecipare ed anche impegnarsi e  in tal senso abbiamo anche approntato una sezione dedicata alle- commerce solidale.

E ora basta con le memorie e avanti con la cronaca !

Da questo momento, dal giorno della nascita del nostro sito (1° agosto 2010), la nostra finora breve ma intensa storia Vi sara’ raccontata tramite il web portandovi tempestivamente a conoscenza di tutte le iniziative intraprese e dei relativi risultati raggiunti.

Stateci vicino, seguiteci costantemente ma soprattutto sosteneteci perchè ricordiamoci sempre che  poi “solidarietà “ si coniuga solo con il verbo “FARE” e con il verbo “DARE”!!!

Buona vita a United Colours of Futsal